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Molte piante si convertono in tendenze sui social network e le vendite di quelle più instagrammabili decollano. Siamo consapevoli dei bisogni di cura delle piante da interno che abbiamo in casa oppure ci lasciamo trascinare dalla loro estetica senza dare importanza alle loro necessità?

I social network sono diventati un’importante vetrina per le piante da interni. Al vederle su Instagram o Pinterest, diventano spesso preda di acquisti d’impulso. Scopriamo insieme come evitare alcuni degli errori più comuni nella cura delle piante da interno, per poterne godere il più a lungo possibile.

Cosa fare quando la pianta arriva a casa

Come prima cosa, consigliamo di cercare informazioni sulla pianta, a partire dal suo nome scientifico e segnarlo per futura referenza. Dovremo in secondo luogo prendere alcune decisioni che risultano di importanza vitale in questo momento, in quanto la pianta deve acclimatarsi in quella che sarà la sua dimora finale.

Osservare la pianta

Prima di arrivare a noi, le piante sono passate per almeno altre due mani: sono state infatti nelle strutture del vivaio e in quella del fiorista, venditore finale. In entrambi i casi, sono state coltivate nelle condizioni di luce, irrigazione e temperatura ideali per la loro crescita. 

Per questo motivo, è consigliabile osservare la pianta quando arriva a casa. Il suo aspetto in ottimo stato di salute ci servirà da riferimento per il futuro. Tocca le sue foglie per apprezzarne la consistenza (alcune varietà possono essere più carnose di altre), separale un po’ per contare quante piante ci sono nel vaso (a volte non si tratta di una sola, sono diverse), e tocca il terreno per verificare il suo livello di umidità. Alcune foto potrebbero essere utili per rinfrescarti la memoria nelle settimane successive al suo arrivo. 

Un’altra cosa che mi piace osservare in quel momento è l’aspetto delle radici e del terreno. Di solito non è difficile estrarla dal vaso per vedere il colore delle radici, controllare se occupano già gran parte della zolla e, di seguito, verificare com’è il terriccio con cui è arrivata a casa. Queste informazioni possono permetterci di prendere subito una serie di decisioni, come ad esempio quella di cui parliamo di seguito.

Valutare la necessità di rinvaso

No, non è obbligatorio trapiantare una pianta da interno non appena arriva a casa. Di solito è consigliabile non toccarla per almeno un paio di settimane, in modo da lasciare trascorrere il periodo di acclimatazione. 

Anche se può non sembrare, ogni cambiamento rappresenta uno sforzo per la pianta, che deve adattarsi a una nuova situazione. E il trasferimento dal vivaio a casa è già abbastanza stressante di suo, senza aggiungere quanto comporta il rinvaso. 

Scegliere l’ubicazione della pianta

Questa potrebbe essere la decisione più importante da prendere in questo momento. La maggior parte delle piante ha bisogno di una posizione luminosa, preferibilmente evitando il sole diretto sulle sue foglie. 

Molte provengono da boschi tropicali e nei loro habitat naturali ricevono la luce che filtra dalle foglie degli alberi. In casa, si adatteranno perfettamente a qualsiasi stanza ben illuminata da luce naturale e, a seconda della pianta, più o meno vicina alla finestra. 

È preferibile evitare luoghi con correnti d’aria, posizionarle troppo vicino alle fonti di riscaldamento o all’aria condizionata. 

Irrigazione, concimazione e cura delle piante da interno

Ogni pianta ha specifiche necessità di idratazione e umidità per sentirsi a proprio agio. Per questo è importante informarsi sui bisogni di ogni varietà e capire i fattori che possono alterare la periodicità dell’irrigazione. 

Di seguito, ecco alcuni punti da tenere in considerazione:

Il materiale del vaso influisce sulla conservazione di umidità

I vasi in terracotta assorbono parte dell’acqua, mentre quelli in plastica, non essendo porosi, la conservano più a lungo.

Quando arriva il momento del rinvaso, solitamente scelgo vasi di terracotta per le piante con foglie più spesse (come le piante grasse) mentre in plastica per quelle piante che hanno bisogno di un grado superiore di umidità. All’interno della casa, inoltre, i vasi non si riscaldano come capita per quelli all’esterno che vengono colpiti dai raggi del sole, quindi utilizzo vasi o portavasi di materiali e colori in combinazione con la decorazione, o che esaltano l’aspetto delle foglie della pianta.

L’umidità ambientale di ciascuna pianta

Alcune pianta crescono in luoghi ad alto tasso di umidità ambientale. Nelle nostre case possiamo ricreare queste condizioni in due modi: vaporizzando acqua sulle foglie o posizionando le piante su un sottovaso con ghiaia o palline di argilla, che riempiremo d’acqua senza andare toccare la base del vaso. 

L’umidità ambientale della nostra casa è un fattore importante. Nessuno meglio di noi stessi può sapere se viviamo in un luogo con clima secco o umido, evitandoci di dover spruzzare acqua alle nostre piante. 

È importante anche sapere se si tratta di piante dai “piedi bagnati o piedi asciutti”. E mi spiego, perché questo dettaglio influenza anche la scelta del metodo di irrigazione più appropriato. Ci sono piante che preferiscono che le loro radici (“i piedi”) abbiano un terreno più o meno umido. Altre, invece, cresceranno meglio se lasciamo asciugare completamente il terreno prima di annaffiare di nuovo. 

Ancora una volta, l’osservazione ci aiuterà a capire e rilevare queste piccole differenze per poter dare acqua alle nostre piante solo quando ne hanno effettivamente bisogno. È infatti un errore pensare di poterle annaffiare tutte lo stesso giorno della settimana. 

Il concime per la cura delle piante da interno

Salvo alcune eccezioni, per la maggior parte delle piante da interno è necessario un fertilizzante specifico per piante verdi. La formulazione di questo tipo di concime è differente in quanto include un alto livello di azoto (che favorisce la crescita) e di ferro (che intensifica il colore verde delle foglie).

La cadenza ideale di concimazione è generalmente una volta al mese, in fase di crescita (nel periodo primaverile ed estivo) ogni quindici giorni. È possibile utilizzare un fertilizzante per piante verdi in formato liquido, da mescolare con l’acqua di irrigazione, oppure solido, in bastoncini da inserire nel terreno in modo che si dissolvano a poco a poco.

Il giorno in cui prevedi di concimare, inizia annaffiando un po’ le piante e aspetta che l’acqua penetri nel terreno. Successivamente, concludi l’irrigazione con l’acqua mescolata al fertilizzante. Alcune radici sono delicate, è meglio idratarle prima solo con acqua. 

Per concludere, un ultimo consiglio che penso potrà esserti utile nella cura delle piante da interno: ogni tua pianta è come una persona, differente da tutte le altre. Ciascuna di loro ha necessità specifiche, in termini di luce, acqua e concime, per poter crescere felice.

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