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Nella mia vita, ho riempito un intero baule di diari, ma soprattutto ho cambiato decine e decine di scrivanie -e la macchina da scrivere, ovvio, è diventata un leggerissimo laptop! -ma nessuna mi ha mai fatto sentire così speciale come quella. Nemmeno quella anzi quelle su cui ho scritto i miei bestseller e i miei articoli più importanti. Ciononostante, le amo tutte. Sì, amo le scrivanie di ogni foggia, stile, misura, colore. Una casa senza scrivania è uno spazio senz’anima. Ovunque vado -che sia un hotel, l’appartamento di un amico o un ufficio- mi piazzo sempre lì e mi prendo il tempo di guardarmi intorno e di osservare l’ambiente da lì, ma anche di “accarezzare” il piano di lavoro per prenderci confidenza.

Tra tutte, preferisco quelle di legno, soprattutto se hanno una storia e quindi sono vintage e shabby, con linee pulite ed essenziali nordic e minimal style, ma confesso anche di avere un debole per i piani in vetro o in cristallo, che lasciano filtrare i riflessi e i colori di tappeti e pavimenti.

Quanto alle tinte, sì a quelle naturali dei legni -soprattutto faggio, acero e noce canadese- ma anche il bianco che mi stimola la voglia di scrivere, come se fosse una pagina tutta da riempire, o gialle, un colore che in me stimola la concentrazione. Non riesco invece a lavorare sulle scrivanie scure o a specchio, che pure, in certe stanze, sono un ottima soluzione.

E le “gambe”? Per me sono importantissime nella scelta di un modello. Più leggere e semplici sono, e più mi piacciono. Sì all’acciaio, in alternativa al legno, ma anche a strutture modulari e mobili, magari con le rotelle per spostare la postazione quando ci si stanca di stare sempre fermi. E sì ai modelli pieghevoli o alle console a muro e a scomparsa, da utilizzare in caso di necessità senza ingombrare. Da bambina, ne avevo una così. Avevo circa nove anni e un’incontenibile voglia di scrivere sulla nuova macchina da scrivere che avevo ricevuto in regalo per la mia Prima Comunione, ma soprattutto sul diario che ogni sera compilavo con zelo e la sensazione di compiere un rito magico, sacro. 

Buona scrittura!

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